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Maggiori Informazioni

I viaggi di Ameliadoc - Il Carapace

Tornano “I viaggi di Ameliadoc”, questa volta la meta è “Il Carapace”, la fantastica invenzione di Arnaldo Pomodoro per la cantina Tenute Lunelli.

 

Visita ai vigneti
Degustazioni in cantina
Pranzo al Carapace
Trasferimenti in Pullman Gran Turismo
€ 60,00

Partenza ore 9:00 23/10/16 da Piazza XX settembre – Amelia (TR)
INFO E PRENOTAZIONI
PUNTODIVINO TEL 0744978586

Il Carapace

 

IL PRANZO AL CARAPACE

– Welcome cocktail: prosciutto al coltello, paté di fegatelli, insalata di legumi e cereali, zuppa tiepida di baccalà, cesto di pani
(in abbinamento Ferrari Maximum Brut)
– Tagliatella gratinata alla Norcina
(in abbinamento Tenute Lunelli Umbria, Ziggurat 2011 Montefalco Rosso DOC)
– Filetto di maiale semi brado e bordato con spuma di patate ed olive
(in abbinamento Tenute Lunelli Umbria, Carapace 2011 Montefalco Sgranino DOCG)
– Dolce tenero di cioccolato con crema inglese alla vaniglia di Thaiti
(in abbinamento Tenute Lunelli Umbria, Montefalco Sagrantino Passito 2012 DOCG)

il Carapace - vista interno

 

Dal sito delle Tenute Lunelli http://bit.ly/2cy35G1:

IL CARAPACE DI ARNALDO POMODORO
Il Carapace è nato dal sogno della famiglia Lunelli di vedere realizzata una cantina che fosse uno scrigno per il vino. Dall’amicizia di vecchia data con Arnaldo Pomodoro e dalla precedente collaborazione – che aveva portato il Maestro a creare “Centenarium”, la scultura che celebra il secolo di storia delle Cantine Ferrari – scaturì l’idea di proporre proprio a lui, le cui sculture spiccano in luoghi simbolo di tutto il mondo, di realizzare la cantina. Pomodoro accolse con entusiasmo la sfida di creare un’opera che mettesse in discussione i confini fra scultura e architettura, che dialogasse al tempo stesso con l’esterno, ossia con il paesaggio in cui si sarebbe inserita, e con l’interno, con quel vino alla cui produzione doveva essere strettamente funzionale.

L’INTUIZIONE
Il Carapace nasce dallo studio dei luoghi. Dopo il primo sopralluogo, Arnaldo Pomodoro aveva già immaginato il progetto. “Il paesaggio”, racconta “mi ricordava il Montefeltro dove sono nato, così come l’ha raccontato in tanti quadri Piero della Francesca. Il mio intervento quindi non doveva disturbare la dolcezza delle colline dove si estendono i vigneti, anzi doveva integrarsi perfettamente con l’ambiente. Ho avuto l’idea di una forma che ricorda la tartaruga, simbolo di stabilità e longevità che, con il suo carapace rappresenta l’unione tra terra e cielo”.

LA REALIZZAZIONE
La realizzazione del Carapace ha richiesto sei anni e il lavoro di una vera e propria bottega rinascimentale guidata dalla sensibilità di Arnaldo Pomodoro, e per gli aspetti più tecnici dalla professionalità dell’architetto Giorgio Pedrotti. Il “Carapace” si offre allo sguardo come una grande cupola ricoperta di rame, incisa da crepe che ricordano i solchi della terra che l’abbraccia. Un elemento scultoreo a forma di dardo di colore rosso che si conficca nel terreno sottolinea l’opera nel paesaggio.

L’OPERA
Il risultato è un’opera assolutamente unica, la prima scultura al mondo in cui sia possibile vivere e lavorare, un luogo in cui arte e natura, scultura e vino dialogano sottolineando l’eccezionalità sia del contenente sia del contenuto. Entrare nel “Carapace” significa addentrarsi in una scultura di Pomodoro, come avverte subito il suo alfabeto artistico, immediatamente riconoscibile nella volta interna. Una cantina che regala emozioni, com’è successo al suo autore, Arnaldo Pomodoro. Lo ha raccontato lui stesso: “Per la prima volta nella mia vita ho avuto l’emozione di poter camminare, parlare e bere all’interno di una mia opera”.